Supereroi e romanzi, un matrimonio complicato

Il CEO - Team Fabulè - - 5 min

Aggiornato il

Che si tratti di un alieno con una calzamaglia azzurra e rossa, di un ragazzo morso da un ragno radioattivo, di un miliardario ispirato da un pipistrello, di uno scienziato bombardato dai raggi gamma o di adolescenti con un gene diverso dalla norma, ognuno di noi ha subito e continua a subire il fascino dei supereroi. Basti andare in una qualsiasi fumetteria e le serie intitolate ai vari personaggi riempiono gli scaffali, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per non parlare dell’invasione degli eroi in spandex negli altri media, basti pensare ai tanti film, serie animate, serie tv e videogames. Però, se proviamo a cercare un romanzo riguardante qualcuno di quei personaggi, non ne troveremo praticamente nessuno. Perché? Questa è una domanda che in molti si pongono. Come è possibile che personaggi che hanno segnato l’immaginario collettivo di tantissime generazioni, che hanno influenzato la pop-art ed i media, che hanno spopolato anche al cinema, non trovino collocazione tra le pagine di un libro? La risposta c’è, ma è piuttosto complessa.

Libruccello Fabulè accanto a un approfondimento di lettura senza spoiler

Un’incompatibilità strutturale

Innanzitutto, bisogna soffermarsi sulla natura stessa del mezzo narrativo: il genere supereroistico rappresenta un vero e proprio ecosistema narrativo che trova la sua collocazione naturale nel fumetto. Questo perché il supereroe nasce come icona innanzitutto visiva. Pensiamo ad un qualsiasi personaggio: prima ancora della sua storia, della sua psicologia e della sua personalità (tutti elementi fondamentali in un romanzo) nel fumetto saltano all’occhio alcuni elementi che lo caratterizzano come immagine archetipica, quali il costume, la postura, la silhouette, e questo non riguarda solo l’eroe in sé ma ogni singola tavola dell’albo a fumetti, che è in grado di comunicare con immediatezza una serie di elementi di alto valore simbolico, come ad esempio l’atmosfera, l’azione, una o più emozioni. In breve, il supereroe rappresenta una semiotica visiva, prima ancora che narrativa. L’immediatezza comunicativa del media fumetto si perde nel romanzo, poiché ogni elemento percepito a colpo d’occhio in una singola vignetta disegnata dovrebbe tradursi in una descrizione all’interno di un libro, facendogli perdere la sua forza evocativa. L’attrito strutturale che verrebbe a crearsi nel traslare il supereroe tra le pagine di un libro diventerebbe ancora più evidente nel descrivere un’azione. Ogni tavola è una vera e propria costruzione coreografica che fonde i singoli elementi della grammatica narrativa a fumetti, quali:

  • movimento;
  • velocità;
  • impatto;
  • composizione visiva.

Una singola splash page di un fumetto comunica in un attimo la descrizione dinamica che invece richiederebbe pagine di testo all’interno di un libro.

Libruccello Fabulè accanto a un approfondimento di lettura senza spoiler

Il fumetto può essere infinito, il romanzo no

Un’altra caratteristica strettamente connessa al fumetto e praticamente impossibile da replicare sui libri è la serialità aperta, ossia la continuità infinita (o quasi). Ci sono stati autori che su alcuni fumetti e personaggi hanno costruito archi narrativi lunghi anni, se non decenni. Inoltre, la serialità aperta permette agli autori di sviluppare storie che prevedano, per esempio:

  • retcon (storie che modificano gli eventi passati in modo retroattivo o aggiungono nuovi elementi ma nel passato);
  • crossover (incroci tra serie e personaggi, con trame che si snodano tra più testate diverse);
  • reboot (una serie o un personaggio riparte da zero o quasi, spesso per modernizzare un personaggio che altrimenti risulterebbe anacronistico);
  • universi paralleli (storie che ambientano personaggi conosciuti in universi totalmente differenti, come ad esempio le serie Elseworld, What if, Absolute o Ultimate).

Tutte queste caratteristiche difficilmente sarebbero replicabili in un romanzo, in quanto è un mezzo letterario che tende a costruire un arco narrativo con una progressione definita ed un arco che si chiude. Naturalmente esistono romanzi strutturati in cicli e dunque più volumi, soprattutto nel genere fantasy, ma comunque l’autore struttura il tutto avendo chiara una fine del ciclo narrativo, in quanto non è ipotizzabile in letteratura una continuità infinita – definita anche stasi narrativa permanente – tipica del fumetto supereroistico. Il carattere ricorrente di uno stesso schema di eventi nei fumetti, che può protrarsi all’infinito, diventerebbe rapidamente ridondante in letteratura e tale da far subito percepire nel lettore l’esistenza di uno schema precostituito, determinando così un inevitabile calo di interesse.

Libruccello Fabulè accanto a un approfondimento di lettura senza spoiler

L’eccezione è il supereroe “introspettivo”

Dunque, la figura simbolica del supereroe è destinata ad essere ineluttabilmente fallimentare in un romanzo? Non sempre. In alcuni casi specifici, in realtà, ha funzionato, anche con successo. Il supereroe in forma letteraria funziona quando si crea una “spaccatura” rispetto ai canoni classici del genere, ossia quando l’eroe viene decostruito, psicoanalizzato, osservato da un punto di vista introspettivo, quando vengono mostrati i suoi conflitti e le sue ambiguità morali e quando l’attenzione viene posta sul suo processo di trasformazione interiore. In pratica, quando il supereroe viene narrato non dal punto di vista delle sue avventure, ma puntando l’attenzione sul suo significato culturale, filosofico, allegorico, riconducendolo agli stilemi della satira, della fantascienza sociale e della mitologia contemporanea. Alcuni esempi?

  • Evil di V. E. Schwab, (titolo originale: Vicious);
  • Soon I Will Be Invincible di Austin Grossman, (mai tradotto in italiano, ndr);
  • Le Fantastiche Avventure di Kavalier & Clay di Michael Chabon (titolo originale: The Amazing Adventures of Kavalier & Clay).
Libruccello Fabulè accanto a un approfondimento di lettura senza spoiler

La scienza del trasporto narrativo applicata ai supereroi

Come i romanzi – e forse anche in modo più marcato rispetto ad essi – anche i fumetti sui supereroi sono soggetti ai principi scientifici del trasporto narrativo, ed allo stesso tempo risentono dei problemi della lettura frammentata. Quante volte, tra un albo ed il successivo, capita di non ricordare elementi, eventi, personaggi secondari? Un fenomeno che si amplifica quando pensiamo a saghe di ampio respiro o crossover che durano mesi (se non anni) ed abbracciano più testate. Avere difficoltà nel riprendere il filo è un problema esistente nella lettura dei fumetti supereroistici tanto quanto lo è nella lettura di romanzi complessi. Ecco perché pensiamo che uno strumento come Fabulè potrebbe essere molto utile anche per gli amanti degli eroi in spandex e calzamaglia. Ci stiamo pensando da tempo, in effetti, tanto che qualcosa potrebbe bollire in pentola, in prospettiva futura. Voi, amanti della lettura e dei fumetti, che ne pensate? Scriveteci all’indirizzo team@fabutatabula.com, siamo curiosi di conoscere la vostra opinione, presto potrebbero esserci importanti novità!

Prova Fabulè per ritrovare il filo delle tue letture

Inizia gratis