Leggere i classici senza paura

Team Fabulè - - 6 min

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I Fratelli Karamazov. Moby Dick. Ulisse. Guerra e Pace. Il Signore degli Anelli.

Solo solo alcuni titoli di romanzi (ma la lista può essere ancora molto, molto lunga) conosciuti in tutto il mondo, tradotti in tantissime lingue, analizzati, studiati, amati da generazioni di lettori. Sono libri che, per interesse personale o per "obbligo" scolastico/accademico, "dovrebbero" essere letti o in moltissimi hanno letto (o dicono di aver letto). Di contro, per tanti che vogliono approcciarsi alla lettura o leggono solo occasionalmente, il solo pronunciare alcuni di questi titoli può far venire l'ansia ed il vederli troneggiare sugli scaffali di una libreria li fa sembrare montagne insormontabili da scalare.

Perché i classici spaventano

Ad incutere timore non è solo la lunghezza del tomo. Ciò che spaventa davvero il lettore che vi si vuole approcciare è la densità dell'opera: ogni pagina è carica di significato, riferimenti e simbolismi, i personaggi hanno nomi che cambiano, soprannomi, patronimici, trame e sottotrame si intrecciano in modi che richiedono attenzione costante. Leggere opere di questa caratura non è più solo un momento di svago o relax, bensì richiede un livello di concentrazione importante anche solo per seguire attentamente la trama portante, non solo per cogliere le tante sfumature e gli innumerevoli dettagli presenti tra le pagine. Di conseguenza, se si perde il filo anche solo per poche pagine, ci si perde in un labirinto di nomi ed eventi e ritrovare la retta via sembrerà un'impresa titanica. Di conseguenza, questi volumi vengono spesso lasciati sugli scaffali, con la convinzione che siano destinati esclusivamente ad un pubblico di lettori "esperti".

Il mito del "lettore perfetto"

Infatti esiste un'opinione diffusa, soprattutto tra i lettori saltuari, secondo cui i "veri lettori" - i cosiddetti "divoratori" di libri - capirebbero tutto al primo colpo, non avrebbero bisogno di aiuti, ricorderebbero ogni dettaglio e coglierebbero ogni singola sfumatura. Non solo è un luogo comune, ma è anche falso. In realtà anche i lettori più esperti dimenticano elementi della trama, possono confondersi, spesso vanno a ritroso tra le pagine per ricontrollare dei passaggi. La differenza è che loro non lo vivono come una criticità, ma la considerano una cosa naturale e connaturata alla pratica della lettura. Il problema in realtà è un altro: rileggere alcuni passaggi, tornare indietro tra le pagine o i capitoli, sforzarsi a ricordare eventi o personaggi rompe il trasporto narrativo e "spezza" la fluidità della lettura. Per alcuni lettori questo può essere fonte di frustrazione e causa di abbandono del libro. Ma c'è una soluzione a portata di mano.

Leggere con un amico "preparato"

Immagina di leggere un bel romanzo corposo con un amico che ha già letto il libro. Quando ne hai bisogno, puoi fermarti e chiedergli: "Aspetta, questo personaggio chi è?" oppure "Perché questa scena è importante?". Il tuo amico ti risponderà, ma senza rovinarti il finale. Ti darà il contesto di cui hai bisogno per riprendere ad apprezzare ciò che stai leggendo, senza toglierti il piacere della scoperta. Fabulè è quel compagno di lettura. Sempre disponibile, mai giudicante e soprattutto senza spoiler. Con poche semplici domande e risposte sempre chiare ed esaustive, in pochi istanti finalmente avrai chiaro perché - volendo fare qualche esempio - Dostoevskij ha strutturato quel dialogo in quel modo o perché Melville dedica pagine intere alla descrizione della balena. Grazie all'agevole ricostruzione del filo narrativo, la lettura di un romanzo complesso si trasforma: non è più un impegno gravoso o un dovere da assolvere, ma torna ad essere un piacere. I classici ed i capisaldi della letteratura meritano di essere letti, non sopportati. Con il giusto supporto e nel rispetto dei propri gusti personali, possono diventare le letture più gratificanti della tua vita. Vale la pena dargli una chance, no?

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